- Miriam
De Barba: relatore
(si occupa dell'esposizione dei lavori).
- Sara
Piccirillo:
memoria del gruppo (si occupa di scrivere sul blog).
- Flavia
Quintieri:
orientata al compito (si occupa di far raggiungere al gruppo il miglio
risultato possibile).
- Martina
Pedrotti:
orientata al gruppo (si occupa della responsabilità del clima comunicativo
all'interno del gruppo).
Premessa e Argomento
"FAO - agricoltura locale e malnutrizione"
L'alimentazione nel mondo attuale si pone di fronte a due grandi paradossi: l'avanzamento tecnologico e scientifico che ci porta ad avere la possibilità di poter sfamare tutta la popolazione mondiale ma purtroppo ciò non avviene e ci troviamo di fronte a paesi con un eccesso di cibo sprecato ed altri che invece, succubi delle multinazionali, soffrono la fame.
Noi quindi ci chiediamo: "Perchè avviene tutto questo e quali sono i meccanismi che lo scaturiscono?
Attraverso questo lavoro di area di progetto analizzeremo come la FAO si impegni affinchè l'agricoltura e la produzione alimentare avanzi anche nei paesi più sottosviluppati e come stia lottando contro la malnutrizione.
Metteremo quindi in confronto come a livello locale esista la produzione alimentaria (agricoltura, terreno, cultura ecc) e come in paesi poveri e scarsamente sviluppati esista la malnutrizione.
Schema introduttivo
L'alimentazione nel mondo attuale si pone di fronte a due grandi paradossi: l'avanzamento tecnologico e scientifico che ci porta ad avere la possibilità di poter sfamare tutta la popolazione mondiale ma purtroppo ciò non avviene e ci troviamo di fronte a paesi con un eccesso di cibo sprecato ed altri che invece, succubi delle multinazionali, soffrono la fame.
Noi quindi ci chiediamo: "Perchè avviene tutto questo e quali sono i meccanismi che lo scaturiscono?
Attraverso questo lavoro di area di progetto analizzeremo come la FAO si impegni affinchè l'agricoltura e la produzione alimentare avanzi anche nei paesi più sottosviluppati e come stia lottando contro la malnutrizione.
Metteremo quindi in confronto come a livello locale esista la produzione alimentaria (agricoltura, terreno, cultura ecc) e come in paesi poveri e scarsamente sviluppati esista la malnutrizione.
Schema introduttivo
- Diritto: FAO
- Geo/Storia: power point sull'agricoltura e un menù tipico dell'antica Roma
- Francese: Analisi di un paese malnutrito: il Congo
- Inglese: the Oxfam
- Tedesco: Landwirtschaft in Suedtirol und die Bauernhofen
- Scienze: malnutrizione, anoressia e terreno agricolo in Alto-Adige
- Italiano/latino: lettura della scheda: "I romani a tavola", "Un insolito menù" da Petronio, Satyricon, LXVI, 1-5, i modi di dire nella lingua italiana legate al campo lessicale del cibo e della cucina e una ricetta di un dessert alla romana da Apicio, De re coquinaria, VII,11
Lavoro svolto in classe
- Abbiamo iniziato il lavoro cercando informazioni sulla FAO.
Logo della FAO |
Dati tecnici:
Paesi membri: 191 stati
Sede centrale: Roma
Fondazione: 16 ottobre 1945
Presidente: Josè Graziano da Silva
Lingue ufficiali: inglese, francese, spagnolo, arabo, cinese, russo
Motto: Fiat panis! (sia il pane!)
L'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Food and Agricolture Organization of The United States) è un'agenzia specializzata che ha come scopo quello di aiutare ad alzare i livelli di nutrizione nel mondo, aumentare la produttività agricola, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita economica mondiale.
Inoltre abbiamo guardato com'è fatto il sito ufficiale della Fao e abbiamo lavorato su un power point. Ecco le fonti da cui abbiamo lavorato:
- il sito ufficiale della FAO: http://www.fao.org/home/en/
- la pagina di wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_delle_Nazioni_Unite_per_l%27alimentazione_e_l%27agricoltura
- abbiamo consultato il libro di geografia: E.Cantarella, G.Guidorizzi, E.Fedrizzi, A.Della Valentina. Tempo e spazio 1. Einaudi Scuola 2012 pp.400-413
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Per quanto riguarda storia abbiamo letto alcune ricette tratte dal "De Re Coquinaria" di Apicio e su un powerpoint abbiamo creato scegliendo tra le ricette un menù tipico dell'epoca antica dei romani.
| Banchetto tipico dell'antica Roma |
Una volta finiti, li abbiamo caricati sulla cartella dell'area di progetto su Dropbox. Abbiamo basato questo lavoro sui seguenti testi:
- E.Cantarella, G.Guidorizzi, E.Fedrizzi, A.Della Valentina. Tempo e spazio 1. Einaudi Scuola 2012 pp.400-413
- Gentilini, Gianni. I cibi di Roma imperiale vita, filosofia e ricette del gastronomo Apicio con l'edizione critica del de Re coquinaria. Milano, 2004.
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Di latino abbiamo letto e analizzato:
I Romani a tavola
I romani non da sempre ebbero il culto del banchetto: infatti nel periodo arcaico e repubblicano i pasti furono molto frugali e semplici.
Solo in età imperiale arrivarono a Roma, da tutto l'impero, prelibatezze e specialità alimentari di ogni genere che però solo le classi sociali più ricche potevano permettersi.
I pasti quotidiani erano normalmente tre:
I ricchi invece avevano una cena divisa in tre parti:
Le stoviglie erano: il vasellame costituito da: piatti piani (patinae), fondi (catini) e da portata (lances). Vi erano inoltre l'ampolla per l'aceto (acetabulum), la saliera (salinum), le coppe per le bevande (pocula). Il vino veniva posto in un grosso vaso (crater o cratera) e poi attinto per mezzo di un mestolo.
Modi di dire italiani legati al campo lessicale del cibo e della cucina
"Un insolito menù" da Petronio, Satyricon, LXVI, 1-5
Abbiamo letto e analizzato questo testo dove viene descritto in modo particolare e ironico il banchetto al quale partecipano Abinna e la moglie Scintilla.
Dessert alla romana
Abbiamo letto due ricette di dessert da Apicio, De re coquinaria, VII,11:
Budino alla crema
Prendi del latte, quanto pensi che ne ottenga un piatto piano, temperalo con il miele, come si fa con il formaggio; metti cinque uova per 600 grammi di latte, se il recipiente ha una capacità di una sola emina (=0,273 litri), tre uova. Sciogli nel latte in modo da farne un solo impasto, versa nel vaso di terra di Cuma e cuoci a fuoco lento. Quando il composto si sarà ritirato, cospargi di pepe e servi.
Frittata col latte
Sciogli quattro uova con un'emina di latte e un'oncia (=27 grammi) d'olio, in modo che facciano un solo corpo. Metti una piccola quantità di olio in una padella sottile, fallo bollire e gettaci sopra il composto che hai preparato. Quando sarà cotto da una parte, capovolgilo in un piatto, bagnalo di miele, cospargilo di pepe e portalo in tavola.
I romani non da sempre ebbero il culto del banchetto: infatti nel periodo arcaico e repubblicano i pasti furono molto frugali e semplici.
Solo in età imperiale arrivarono a Roma, da tutto l'impero, prelibatezze e specialità alimentari di ogni genere che però solo le classi sociali più ricche potevano permettersi.
I pasti quotidiani erano normalmente tre:
- la prima colazione (ientaculum) a base di uova, latte e formaggi
- la seconda colazione (prandium) che era un frettoloso spuntino
- la cena (coena) era il pasto fondamentale della giornata. Era diversa tra ricchi e poveri:
I ricchi invece avevano una cena divisa in tre parti:
- il gustus era un antipasto di crostacei e ortaggi crudi e cotti accompagnati dal mulsum (vino leggero)
- la secundae mensae, la cena vera e propria, era costituita da diverse portate a base di carne, pollame, selvaggina e pesce. Nel corso di essa si beveva vino caldo o allungato con acqua: il merum. Infine per il dessert venivano offerti dolci di vario tipo come la focaccia al miele e dei frutti.
- Il commisatio che consisteva in una serie di brindisi beneauguranti.
I pasti venivano consumati nell'atrium: inizialmente sul triclinium ossia tre divani su cui si stendevano i commensali. Successivamente, in età imperiale, vennero sostituiti con il sigma, un letto arcuato.
Le stoviglie erano: il vasellame costituito da: piatti piani (patinae), fondi (catini) e da portata (lances). Vi erano inoltre l'ampolla per l'aceto (acetabulum), la saliera (salinum), le coppe per le bevande (pocula). Il vino veniva posto in un grosso vaso (crater o cratera) e poi attinto per mezzo di un mestolo.
Durante i pasti, il cibo veniva suddiviso in piccole porzioni da uno schiavo e poi servito. I commensali mangiavano con le mani (l'uso della forchetta era ancora sconosciuto). Neanche il coltello veniva usato ma era diffuso solo l'uso del cucchiaio (cochlear). Il tovagliolo (mappa) veniva portato da casa da ciascun commensale.
| affresco pompeiano raffigurante una scena di banchetto |
Modi di dire italiani legati al campo lessicale del cibo e della cucina
- ab ovo: arrivare al succo del discorso
- ad libitum: a piacere, a volontà
- bis: due volte
- cum grano salis: con un pizzico di buon senso
- dulcis in fundo: qualcosa di brutto che arriva all'ultimo momento
- in vino veritas: nel vino la verità
- de gustibus: ognuno ha le sue preferenze
"Un insolito menù" da Petronio, Satyricon, LXVI, 1-5
Abbiamo letto e analizzato questo testo dove viene descritto in modo particolare e ironico il banchetto al quale partecipano Abinna e la moglie Scintilla.
Dessert alla romana
Abbiamo letto due ricette di dessert da Apicio, De re coquinaria, VII,11:
Budino alla crema
| Tyropatinam, Pompei |
Frittata col latte
| Ova spongia ex lacte oggi |
Bibliografia:
Domenici, Ilaria. Id est corso di lingua e cultura per i nuovi licei. Paravia 2012
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