Componenti gruppo:
- Alemi Sabrina: orientata al compito (si occupa di fa raggiungere al gruppo il maggior risultato possibile in relazione al compito assegnato)
- Callegaro Francesca: orientato al gruppo ( è la responsabile del clima comunicativo all'interno del gruppo e fa si che tutti siano partecipi senza che lo sentano imposto)
. - Mantovani Alice: il referente (cura i rapporti tra il gruppo ed il docente)
- Tuzi Federica: relatore (si occupa dell'esposizione dei lavori) e memoria del gruppo ( si occupa di scrivere sul blog)
21.12.2015
Argomento: Il nostro lavoro si basa sulle tradizioni e sugli alimenti principali di alcuni paesi.
Lavoro svolto:
Come primo argomento abbiamo cercato delle informazioni In francese. Abbiamo analizzato la cucina francese, quindi il menù della giornata, le pietanze più famose e le differenze regionali della cucina francese. In tedesco abbiamo approfondito l'Alto Adige sui tipici pasti della giornata e alcuni piatti famosi della lingua tedesca. In inglese ci siamo concentrate sull'Inghilterra e sulle sue diversità dei nostri pasti. In latino abbiamo analizzato i pasti dell'epoca, il garum ovvero la salsa liquida a base di diversi pesci e il banchetto.
09/01/2016
Oggi il nostro lavoro si è basato sul completare il materiale di francese e riportarlo su una diapositiva. Successivamente abbiamo letto e ricercato informazioni riguardanti la storia romana e le abbiamo impostate anche queste schematicamente su una diapositiva.
12/01/2016
Oggi abbiamo completato il lavoro di storia che abbiamo caricato su dropdox.
FRANCESE
La cucina francese è certamente una delle più
apprezzate e conosciute al mondo, grazie al suo stile, al suo gusto e
soprattutto a quella raffinatezza che l’hanno resa celebre nel mondo.
In linea di massima la cucina francese quale noi la conosciamo oggi è nata verso la dine del Medioevo per poi affinarsi nel Seicento, nelle cucine del Palazzo di Versailles. La cucina francese presenta molti tratti che potrebbero essere associati a quella italiana, soprattutto per quanto riguarda le differenze regionali, e quindi la si può definire come una cucina più mediterranea nel sud del paese e più mitteleuropea nella parte settentrionale.
A differenza della cucina italiana, quella francese non fa un largo uso della pasta, preferendo una cucina molto più ricca a base di piatti unici di carne o di pesce, oltre agli immancabili formaggi, alle salse e ai dolci che sono un vero punto di forza della gastronomia della Francia.
In linea di massima la cucina francese quale noi la conosciamo oggi è nata verso la dine del Medioevo per poi affinarsi nel Seicento, nelle cucine del Palazzo di Versailles. La cucina francese presenta molti tratti che potrebbero essere associati a quella italiana, soprattutto per quanto riguarda le differenze regionali, e quindi la si può definire come una cucina più mediterranea nel sud del paese e più mitteleuropea nella parte settentrionale.
A differenza della cucina italiana, quella francese non fa un largo uso della pasta, preferendo una cucina molto più ricca a base di piatti unici di carne o di pesce, oltre agli immancabili formaggi, alle salse e ai dolci che sono un vero punto di forza della gastronomia della Francia.
I menù della giornata:
• Colazione: La colazione in Francia è molto simile a
quella italiana, solitamente consiste in una bevanda calda, caffè, tè o
latte, pane imburrato, marmellata e cereali. Tra i prodotti tipici
francesi per la colazione ci sono le viennoiseries, ovvero prodotti di
pasta sfoglia molto simili ai croissant
• Pranzo: Anche il pranzo francese è affine con le tradizioni europee, sebbene le differenze non manchino. L’antipasto, ovvero l’entrée è costituito solitamente da un piatto unico di verdura cruda o salumi, seguito da un piatto di carne o pesce con l’aggiunta di verdure cotte
• Cena: Per la cena non ci sono molte differenze rispetto al pranzo almeno per quanto concerne la successione dei piatti. Al posto dell’antipasto si serve solitamente una zuppa, seguita da piatto principale e dal dolce che può essere o un croissant, a base di farina, margarina, acqua e zucchero più un tuorlo d’uovo, o dal pain au chocolat, a base di pasta dolce lievitata. Accanto ai gusti tradizionali come il cioccolato, la nocciola, la vaniglia e il pistacchio si possono trovare anche interessanti novità come il caramello e il pepe di Giava. Altro dolce tipico è la tarte Tatin, una torta di mele rovesciata.
• Pranzo: Anche il pranzo francese è affine con le tradizioni europee, sebbene le differenze non manchino. L’antipasto, ovvero l’entrée è costituito solitamente da un piatto unico di verdura cruda o salumi, seguito da un piatto di carne o pesce con l’aggiunta di verdure cotte
• Cena: Per la cena non ci sono molte differenze rispetto al pranzo almeno per quanto concerne la successione dei piatti. Al posto dell’antipasto si serve solitamente una zuppa, seguita da piatto principale e dal dolce che può essere o un croissant, a base di farina, margarina, acqua e zucchero più un tuorlo d’uovo, o dal pain au chocolat, a base di pasta dolce lievitata. Accanto ai gusti tradizionali come il cioccolato, la nocciola, la vaniglia e il pistacchio si possono trovare anche interessanti novità come il caramello e il pepe di Giava. Altro dolce tipico è la tarte Tatin, una torta di mele rovesciata.
Le differenze regionali della cucina francese:
• Francia sud-est: I piatti più famosi sono la
bouillabaisse, ovvero una zuppa di pesce preparata con pesci del
Mediterraneo, e le farcis à la provençale, zucchine, cipolle e pomodori
ripieni, oltre al rouille un condimento per le zuppe di pesce a base di
paprica e zafferano.• Francia sud-ovest: Zona celebre per l’allevamento di oche e anatre, qui si produce il foie gras, quindi molti piatti sono preparati con questo ingrediente. Il piatto regionale per eccellenza è il cassoulet, uno stufato preparato con salsicce e fagioli bianchi.
• Corsica: Qui la cucina è molto simile a quella italiana soprattutto per quanto riguarda i formaggi, i salumi e l’olio d’oliva.
• Bretagna: La Bretagna è famosa per i crostacei, l’aglio lo scalogno e le crepes.
• Alsazia e Lorena: Qui la cucina è mitteleuropea quindi a base di carne di maiale, salsicce e cavoli. Specialità è la choucroute preparata con verza, vino bianco, ginepro, salsicce e carne di maiale.
• Borgogna: E’ famosa per i vini ma anche per le lumache.
• Savoia-zona alpina: E’ celebre soprattutto per i formaggi e per preparazioni come la raclette, un formaggio fuso servito con patate lesse e pane.
fonti: http://www.atuttoturismo.it/francia-i-piatti-tipici-della-cucina-francese/
INGLESE
The breakfast is with egg,bacon, sausages,tomatoes,mshrooms and baked beans with lots of tea. You can get on English breakfast at nearly all hotels and at many cafès. When you have on english breakfast in the morning,you don't need to eat much for lunch. An English pub is good place for lunch and it's not expensive. Other places for lunch are sandwich shops and cossee shops. There are also places with food and drink in shopping malls. The English afternoon tea. With your cup of tea, you get sandwiches and cakes. You can get this at many hotels and restaurants and there are the shops in towns all across England. For dinner, you can choose from restaurants withfood fom nearly every country in the world. You can go to a very confortable, expensive restaurant of for cheaper food look for a pizzeria or for English fish and chips. And there are lots of Indian restaurant in England food is often cheap and good there. When you move around England ask about the food indifferent.
TEDESCO
Südtirol (italienisch Alto Adige) ist
die nördlichste Provinz Italiens und bildet zusammen mit der Provinz
Trient die autonome Region Trentino-Südtirol. Hier zählt man rund 515.000 Einwohner und die Landeshauptstadt ist Bozen. Alpine und mediterrane Lebensart, aber
auch Bräuche und Gewohnheiten verflechten zusehends und werden zu Neuem
verknüpft. Auch die heterogene Landschaft trägt zum Lebensgefühl in
Südtirol bei. Von der schönsten Freilichtbühne der Alpen – den
Südtiroler Dolomiten, die wegen ihrer einzigartigen Schönheit von der
UNESCO zum Welterbe gekrönt worden sind, ganz zu schweigen. Dass Südtirol kulinarisch so viel zu
bieten hat, liegt am Geschick und Kreativität der Köche. Aber auch an
den Zutaten, welche zum größten Teil aus der Region stammen. Speck,
Äpfel, Kastanien, Bergkräuter, Wildspezialitäten oder Käsedelikatessen
dienen als Grundlage für eine authentische Südtiroler Küche. Kurze
Lieferwege sorgen für gleichbleibende Frische und Qualität.
fonti:http://www.südtirol-immobilien.de/die-region-suedtirol/
Frühstück
Der Tag beginnt bei Herrn und Frau Südtiroler wie überall auf der
Welt mit einer Tasse Kaffee, einem Brötchen mit Nutella oder Marmelade
oder vielleicht auch mal ein Müsli. Das Frühstück unsere Großeltern sah
da schon ganz anders aus: Brennsuppe aus Wasser, geröstetem Mehl und
etwas Milch und dazu harte Brotstücke.
NEINDERN
Bei so einem Frühstück ist es kein Wunder, dass Oma und Opa um 9 Uhr
schon wieder hungrig waren, schließlich waren sie in der Regel ja auch
schon seit 5 Uhr früh auf den Beinen und im Stall. Während viele
Normal-Frühstücker heute auf das „Neindern“ (dt. um 9 Uhr etwas essen)
verzichten, hat es in manchen Berufsgruppen, vor allem bei Bauarbeitern,
die körperlich hart arbeiten, nach wie vor Tradition. Früher gab es um 9
Uhr zum Beispiel etwas Shuettelbrott
mit Käse, Kartoffeln oder in guten Jahren bzw. bei besonders schwerer
Arbeit auch mal Speck oder Wurst. Heute gibt es zum „Neindern“ auch noch
das klassische Speckbrot, immer öfter jedoch auch frisches Obst.
MITTAGESSEN
Zu Mittag gab es zu Großmutters Zeiten Knoedel
und zwar tagein tagaus. Jeden Tag kochte die Bäuerin Fastenknödel. Die
gab es mal mit Suppe, mal ohne, in schlechten Jahren ohne Speck, in
guten manchmal mit. Daneben kochte sie gerne Erdäpfelblattln (fritierte
Kartoffelfladen) mit Kraut. Fleisch gab es nur an besonderen Feiertagen,
auch mit Wurst und Speck wurde sparsam umgegangen. Oft brachten die
Kinder den Männern das Essen aufs Feld. Heute isst man zu Mittag am
liebsten Pasta in allen Variationen. Das haben wir von den Italienern.
MARENDE
Nach drei Mahlzeiten ist für die Südtiroler noch lange nicht Schluss.
Denn am Nachmittag geht es zur Marende. Früher bestand sie aus Speck,
wenn es denn einen gab, Käse und Brot und einem Glasl Wein. Heute ist
man Speck und Käse als Marende nur noch wenn man in den Südtiroler
Bergen unterwegs ist, sonst wird meistens ein Joghurt gelöffelt oder
eine Banane gegessen.
ABENDESSEN
Am Abend essen wir Südtiroler im Vergleich zum Rest Italiens sehr
früh. Nämlich um ca. 19.00 Uhr. Die Großeltern haben in ihrer Kindheit
wieder Knödel bekommen, auch mal in "plentener"-Variation und wenn
Backtag war, gab es Krapfen mit Marmelade oder Tirtlan. Heutzutage geht
es oft auswärts zum Pizzaessen, viele essen einen leichten Salat und
manche ein heißes Süppchen oder wieder eine Pasta.
fonti: http://www.suedtirol.com/kultur/traditionen/essgewohnheiten
LATINO
I PASTI
I romani dividevano normalmente la loro alimentazione in tre pasti quotidiani che agli inizi erano chiamati ientaculum, cena, vesperna e quando quest'ultima sparì, fu sostituita dal prandium.
Raramente i romani dedicavano molta attenzione ai primi due pasti che
non erano mai molto nutrienti e il più delle volte abolivano uno dei
primi due.
Alcuni anziani seguivano l'ordine dei tre pasti perché così avevano loro consigliato i medici come aPlinio il vecchio, sempre molto frugale, e a Galeno che consumava lo ientaculum verso l'ora quarta. I soldati si accontentavano di un prandium
verso mezzogiorno. Marziale ci descrive il suo ientaculum costituito da
pane e formaggio, mentre il prandium consisteva in carne fredda,
verdura, frutta e un bicchiere di vino miscelato con acqua.
Ancora più limitato lo ientaculum di Plinio il Vecchio (cibum levem et facilem) a cui seguiva una merenda per prandium (deinde gustabat) il tutto senza apparecchiare (sine mensa) e senza doversi lavare le mani (post quod non sunt lavandae manus.
IL GARUM
Per la maggioranza dei romani la colazione consumata prima di recarsi al
lavoro era semplicissima: un bicchiere d'acqua o qualcosa rimasto dalla
cena della sera prima. Per quanto invece riguarda il prandium, i poveri
e la plebe certo non tornavano in casa per desinare, ma il più delle
volte mangiavano nelle taberae dove si consumava del pane con companatici semplici come uova sode,
formaggio, legumi e si beveva vino mescolato con acqua calda d'inverno o
fredda d'estate. Si usava insaporire i cibi con il garum, la cui ricetta ci è stata tramandata da Gargilio Marziale: una salsa liquida a base di pesci sotto sale, specialmente teste di acciughe
ed erbe aromatiche - simile, ma più aromatica, alle attuali salse
orientali di pesce, come il nuoc-mam -, che i ricchi versavano a gocce
come condimento su svariate pietanze. Del garum esistevano numerose
varianti, a seconda dei pesci o delle interiora usate, o del periodo di
maturazione. Unendovi aceto, pepe ed altre spezie si otteneva l'oxygarum
anche questo reperibile in una salsa ancor oggi in commercio. La parte
solida che restava dalla macerazione dopo averne estratto per pressione
il liquido residuo (garum oppure liquamen, quest'ultimo probabilmente più diluito e forse dolcificato) era l'allec, che doveva somigliare per sapore alla nostra pasta d'acciughe,
ma più aromatica. Era una raffinatezza adatta agli antipasti, e nella
sua versione economica (ottenuta da garum di interiora) una ghiottoneria
alla portata del popolo: servitori, soldati e contadini usavano
spalmarla sul pane per insaporirlo, visto che ne consumavano grandi
quantità, anche un chilo al giorno.
Nel banchetto:vita e morte
La presenza di tanti cibi che esaltavano i piaceri della vita, ma anche
del vino dai cui eccessi spesso deriva una tristezza etilica, portava
con sé anche una riflessione sulla fine della vita e della morte
incombente che costituiva spesso un tema rappresentato nei mosaici dei
triclini nella forma di scheletri che portano anfore come quelli effigiati nel vasellame d'argento ritrovato a Boscoreale,
in particolare su due coppe dove sono raffigurati scheletri di
scrittori e filosofi greci contornate da scritte che proclamano sentenze
come «Godi, finché sei in vita, il domani è incerto», «La vita è un
teatro», «Il piacere è il bene supremo».
fonti:https://it.wikipedia.org/wiki/Alimentazione_nell'antica_Roma
LATINO
I Romani a tavola
I pasti principali dei Romani erano tre: il ientaculum (prima colazione del mattino), il prandium (seconda colazione di mezzogiorno) e coena (cena). I Romani si svegliavano col sorgere del sole,verso le nove del mattino facevano una rapida colazione e a mezzogiorno un rapido spuntino. Alle tre del pomeriggio cominciava la cena, il pasto più importante della giornata. La cena della gente povera era costituita da polenta, farro,miglio,semola e cereali. Dal secondo secolo a.C. si diffuse l'uso del pane accanto alla polenta. la cena della gente ricca consisteva in tre momenti diversi: il gustus,ovvero l'antipasto, la cena vera e propria,che consisteva in diverse portate a base di carne e pesce e la secundae mensae,che comprendeva i dolci e frutta di vario tipo.
Le stoviglie
Il vasellame era formato da piatti piani,fondi e da portata, l'ampolla d'aceto e la saliera. Il cibo prima di essere servito veniva suddiviso in piccole porzioni da un schiavo detto scissor o carptor. Il coltello era poco diffuso e poco usato, ivece era necessario l'utilizzo del cucchiaio.
I modi di dire:
Ab ovo: letteralmente "dall'uovo" si dice a proposito di un fatto narrato dai suoi inizi, frequentemente in riferimento a un antefatto molto lontano.
Ad libitium: in generale si usa per esprimere libertà di scelta da parte di una persona in un determinato comportamento.
Bis: letteralmente "due volte":l'espessione si usa per chiedere una seconda volta la portata che è piaciuta.
,:
Cum grano salis: lìespressione veniva usata per un antidoto contro i veleni efficace solo usato "con un grano di sale".
Dulcis in fundo: letteralmente"il dolce in fondo,alla fine del pranzo" Può essere usato anche in senso ironico,per indicare qualcosa di brutto che arriva all'ultimo momento.
In vino veritas: letteralmente "tra i bicchieri"
De dustibus: significa"non si deve discutere sui gusti", come dire che ognuno ha le sue preferenze e nonj solo in ambito culinario e alimentare.






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